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Disabile si getta dall’autobus con la carrozzina

Succede in quel di Genova. Un disabile con la propria carrozzina guidata sull’orlo del gradino del bus, nel tentativo di scendere tenendosi al maniglione, cade a terra tra lo stupore e lo sgomento dei passeggeri.
E’ l’ultima provocazione di Dario Dongo, disabile, che da anni si batte contro le barriere architettoniche nella sua città di Genova, proprio per quanto riguarda i mezzi pubblici. Sono anni che raccoglie e documenta guasti e mancanze nei mezzi di Amt, con relative segnalazioni pure al sindaco. Ma quasi mai considerate, nonostante l’accesso a tutti sui mezzi pubblici sia previsto per legge. Nell’agosto del 2020 ha depositato un esposto-querela alla Procura della Repubblica per interruzione di servizio pubblico, esposto poi archiviato, purtroppo.
Dopo questo increscioso episodio, chiediamo il parere a Claudio Puppo (foto in alto), vicepresidente nazionale Anglat e coordinatore della Consulta regionale per l’handicap, il quale ci dice: “Dal 1973 ad oggi la città di Genova ha sicuramente fatto molti passi in avanti per quanto riguarda l’accessibilità. Infatti molte associazioni di categoria sostengono che se conosci Genova puoi usare tranquillamente le strade e i marciapiedi anche da disabile nonostante sia una città collinare. Il vero problema purtroppo sono i trasporti pubblici, e Dario Dongo ha colto proprio la difficoltà di muoversi perché sono pochissimi i mezzi attrezzati. Troppo spesso quando il mezzo è dotato di pedana questa è pure rotta. C’è però in città il Mobility bus, trasporto dedicato ai soli disabili residenti non deambulanti, e questo la dice lunga sulle difficoltà che incontra un disabile non residente a Genova. L’alternativa sono i taxi, infatti sono oltre 40 in tutta la città i taxi attrezzati al trasporto disabili. La vera mobilità rimane quella della vettura privata. Da anni denunciamo le criticità, ma le risposte avute sono decisamente insufficienti. Per questo ben venga la provocazione del sig. Dongo. E’ bene quindi che i disabili si facciano sentire tramite le associazioni e la Consulta al fine di unire gli sforzi per un’azione più incisiva in tema di mobilità, barriere architettoniche e pari opportunità”.
Valter Nicoletti

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