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DISABILITÀ E POESIA: INTERVISTA A FABIO PANOZZO

Io Con Me Stesso Copertina fronte

INTERVISTA A FABIO PANOZZO, Poeta

Fabio lo abbiamo conosciuto in occasione di una cena di premiazione degli atleti di scherma presso il Petrarca Padova. Ci ha colpito subito per la sua, socialità, il sorriso, la propensione all’amicizia.
In quell’occasione ci siamo lasciate con la promessa di una intervista, eccoci pronti a farlo ora!

 

Fabio parlaci di te, vuoi parlarci dei tuoi molti interessi?

“Mi chiamo Fabio Panozzo ho 35 anni abito a Piombino Dese (PD) con i mei genitori,
lotto sin dalla nascita contro una paralisi spastica dolorosa e invadente .
Lavoro presso Stevanato Group un Azienda Parafarmaceutica di Piombino Dese occupato nel settore della Qualità, quando i dolori mi lasciano fare, mi dedico alle mie molte passioni: tra tutte Spicca il mio Amore per la Poesia e lo Sport con la pratica della Scherma in Carrozzina, passando per il Cinema , musica. e il mio incontro particolare con le auto”.

fabio1

 

Raccontaci come e perché hai deciso di pubblicare il tuo primo libro di poesia?

“La poesia è per me mezzo privilegiato per Spiegare alla gente la mia idea di Amore, un amore diverso da quello che si vede in tv, un amore, vero intenso puro, per cui valga la pena rischiare tutto, un amore che resiste al tempo e alle distanze e va sempre oltre le apparenze.
Nasce così la mia prima Raccolta Poetica che si intitola IO CON ME STESSO.
Tra i banchi a 16 anni in piena seconda superiore, quando mi innamorai per la prima volta di una donna più grande di me, avevo già visto una donna, bella, non era una novità, ma la sua dolcezza i suo occhi e sul modo di capirmi ancora prima che io parlassi mi conquistarono.
Ma sai Valter è difficile essere creduti a 16 anni mi serviva un modo, un mezzo una via per farle capire che ero sincero e abbastanza maturo pur sapendo che le nostre storie, non si potevano incrociare ma avrebbero continuato a viaggiare parallele .
Quando ho cominciato a scrivere in poesia questa idea di Amore ho sentito il bisogno di allargare il tema della raccolta includendo tutta la mia sfera sentimentale e affettiva, per questo nella raccolta ci sono molti visi e molte storie, di persone che come me hanno sofferto, gioito e che da sempre puntano dritti al cuore.
IO CON ME STESSO Nasce tra il 1996 e il 2000 ma solo nel 2007 affidandomi ad una casualità, al destino incontrai la mia attuale casa editrice ( Albatros Il Filo di Viterbo ) e con lei Pubblicai la Prima edizione di IO CON ME STESSO”.

 

C’è una poesia a cui tieni di più?

“Tutti i poeti sono affezionati ad una poesia io vi propongo questa:

Tratto da “IO CON ME STESSO –  ED ALBATROS IL FILO” :  TU (chi sei?)

Tu,
chi sei?
che invadi il cuore
grande é il tuo calore

Dolcissima; così vicina ti sento
così cara, così dolce nel tuo agire
sento che non mi potresti mentire
Eppure, conosco il tuo viso,

ricordo ancora quel tuo sorriso
Dove sei? Un sogno irraggiungibile, sembra

Tu che sei donna, tu che sei l’amore
scalda ancora questo giovane cuore
Tu, donna bellissima
inafferrabile sei, lo sai
non c’è nulla per noi
ma nel cuore, ancora e per sempre

Tu!

Per chi volesse saperne di più sulle raccolte di poesie di Fabio: questo è il link al libro”.

 

Poi ne ha pubblicati altri?

“ Nel 2015 spero di poter fare due regali ai miei lettori , Un autobiografia e una nuova raccolta poetica che studia e approfondisce il tema della Fiducia”.

come vive la disabilità?

“ I miei genitori, mi hanno insegnato a vivere la disabilità normalmente, certo sarebbe molto meglio se non ci fosse, questo mi cambierebbe la vita….. ma non mi sono mai sentito diverso dentro casa. Magari fuori si, la gente ha paura della diversità e di ciò che non capisce, non c’è soltanto il problema della disabilità in se, ma ci sono mille barriere da abbattere , di tipo , pratico, ideologico, e il sistema per abbattere questi muri, si chiama Frequentazione e Conoscenza, che da origine alla Confidenza arma indispensabile per cancellare mille paure.”

fabio panozzo - poesia e disabilità

Il suo rapporto con le barriere architettoniche? E quelle Culturali?

“ Barriere Ideologiche ma anche pratiche, che aumentano il senso di frustrazione e ti fanno sentire veramente diverso, il paese, la città, il mondo pensa a tutto, ma non pensa a me, scalini, rampe mancanti, accessi stretti pensiline troppo alte o troppo basse, che ci dicono, tu resti giù, tu senza aiuto, non entri non Sali, non viaggi, non ci sei. Ho sempre lottato contro le barriere culturali e architettoniche dando il mio fattivo contributo per il loro superamento, ricordo l’impegno per la realizzazione di nuove rampe di accesso nelle scuole, la mia lotta contro il digital divide, da cui è scaturita una interpellanza parlamentare, avanzamento di proposte di legge per la vita indipendente della persona disabile.”

Ama la sua Regione il Veneto?

“ Il Veneto è una bellissima Regione però per me ancora poco fruibile senza aiuti, o con pochi aiuti , grazie ai miei genitori, a mio fratello Dario riesco a saltare tante Barriere arrivando anche su luoghi che da solo non vedrei.
Il Passo successivo è proprio questo, programmare un viaggio una visita, un percorso senza doversi preoccupare, senza dover dire senta, io sono disabile , senza dover pensare che forse non posso arrivarci, e la gente deve essere con noi solo per divertirsi non per colmare una mancanza strutturale .
Spero succeda il “Miracolo”, che gli amministratori Governativi Regionali e Locali, sentano il problema sulla loro “pelle” come se capitasse a loro, o ai loro figli solo così le coscienze si scioccheranno un po’ e le cose cominceranno forse a cambiare.”

Valter Nicoletti –  valternicoletti@disabilinauto.it

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